L'approccio di lavoro
L'agente parte dall'immagine reale: dimensioni, testo visibile, gerarchia, proporzioni e asset. Legge anche il progetto di destinazione, così l'implementazione si adatta al framework e alla schermata esistenti. Uno screenshot ritagliato definisce solo l'area visibile; non autorizza a inventare il resto della pagina.
L'implementazione usa layout, testo e controlli reali. Una volta ottenuta la corrispondenza con il viewport di riferimento, l'agente controlla le altre dimensioni richieste. L'ultimo passo è renderizzare alle dimensioni di riferimento, attendere font e immagini, confrontare il risultato e correggere le differenze visibili. Gli asset mancanti e il rendering non verificato devono restare espliciti.
Risultati attesi
- Codice dell'interfaccia modificabile, che usa lo stack del progetto di destinazione e componenti riutilizzabili adeguati
- Controlli richiesti collegati al comportamento esistente, senza funzionalità backend inventate
- Un breve resoconto dei confronti visivi effettivi, delle differenze residue e degli asset mancanti
Dal riferimento al confronto
- 01Esamina l'immagine reale
Leggi l'immagine stessa, non solo il nome del file o il testo estratto. Prima di modificare il codice, individua dimensioni, area visibile, allineamenti, tipografia e asset.
- 02Costruisci alla dimensione di riferimento
Rispetta gerarchia, a capo, spaziature e ritagli nello stack esistente. Riusa i componenti quando riescono a riprodurre il riferimento; non forzare il risultato su impostazioni predefinite non pertinenti.
- 03Renderizza e correggi
Cattura la schermata in esecuzione con lo stesso viewport. Confronta prima le differenze maggiori di layout e proporzioni, poi tipografia, colore e piccoli dettagli; renderizza di nuovo dopo le modifiche.
- 04Verifica le varianti richieste
Dopo aver stabilito la dimensione di riferimento, prova le dimensioni responsive richieste e i controlli funzionanti. Segnala le differenze rimaste invece di promettere una fedeltà pixel-perfect.